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Chajing - Il canone del tè – Lu Yu

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A cura di Marco Ceresa Testo originale a fronte Quodlibet 226 pagine Non sono mai stata troppo meticolosa nella preparazione del tè, ma ho i miei infusi preferiti ed è il compagno ideale di un buon libro. Quanti litri di tè e quante pagine consumati insieme. Questo libro mi ha subito incuriosita perché è stato scritto intorno alla metà dell’VIII secolo. Leggere uno scritto così antico e di una cultura così lontana, è una vera esperienza. Lu Yu visse in Cina tra il 733 e l’804, fu un letterato e un poeta con una vera passione, o addirittura una venerazione, per il tè che lo ha portato negli anni a diventare non solo un maestro, ma un dio nella preparazione di questo infuso. Si è guadagnato questo titolo grazie al trattato discusso in questo post: Il canone del tè , che è la prima monografia della storia sul tè, su come coltivarlo, prepararlo e berlo. Non importa dove o per chi lo si prepari, il fine è sempre lo stesso: la ricerca della perfezione , che si cerca attr...

Le mille e una morte – Jack London

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A cura di Ottavio Fatica Adelphi 147 pagine Eccomi approfondire la conoscenza di Jack London con questa raccolta di brevi racconti. Si può facilmente dedurre che il tema ricorrente sarà la morte, nelle sue varie forme. Il primo racconto è quello che dà il titolo al libro, Le mille e una morte , e parla di questo giovane di buona famiglia che, una volta ripudiato, se ne va in giro per il mondo. Quando si trova in pericolo rischiando di annegare viene salvato, ma c’è da chiedersi se non sarebbe stato meglio per lui finirla lì. La morte continua a perseguitare e colpire il protagonista. Non voglio anticiparvi troppo. In ogni caso non posso che notare ancora quanto l’autore sia avanti con i tempi e quanto agghiacciante sia ciò che scrive. In Bâtard troviamo un’accoppiata che si è rivelata vincente nel corso dell’evoluzione, l’uomo e il cane. Quella che per tutti è una storica amicizia si rivela per i protagonisti un eterno duello fondato sull’odio. Il cane diventa uomo, l’u...

Il serpente dell’Essex – Sarah Perry

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Traduzione di Chiara Brovelli Neri Pozza 453 pagine Nella Londra di fine Ottocento una vedova ancora giovane, Cora Seaborne, può finalmente lasciarsi la sua vecchia vita nel passato dopo aver seppellito il marito. Con figlio e amica al seguito parte per l’Essex alla ricerca di fossili e forse di un pizzico di avventura. Tra nuove conoscenze e un misterioso mostro Cora dovrà capire cosa vuole, e non solo lei. I numerosi compagni di questo libro dovranno anch’essi decidere del proprio destino. Una storia partita bene, piena di promesse ma che alla fine mi ha lasciata con ancora la voglia di qualcos’altro. Un libro che lascia insoddisfatti nonostante i personaggi siano ben caratterizzati e l’ambientazione costruita a dovere. Forse sono io che non so apprezzare questo tipo di romanzo, che sembra prendere un tralcio di vita e descriverlo senza una vera conclusione in fondo. Forse le aspettative non erano realistiche e la quarta di copertina mi ha tratta in inganno. Un pecca...

Grottesco – Patrick McGrath

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Traduzione di C. V. Letizia Adelphi 210 pagine Dal sito di Adelphi: Sir Hugo Coal non è mai stato un filantropo. Anche quando non vegetava su una sedia a rotelle, aveva la tendenza a considerare gli esseri umani – le loro azioni, i loro moventi – meno comprensibili e meno eleganti dell’enorme scheletro di sauro che andava pazientemente ricostruendo. Ma quanto vede ora accadere nelle stanze della sua villa, nei rari momenti in cui i familiari non lo costringono a fissare una parete, gli piace anche meno. È infatti evidente che Fledge, il nuovo, fascinoso, ambiguo maggiordomo, sta ordendo una sua trama assai sinistra. Ed è altrettanto evidente che di quella trama la moglie e la figlia di Sir Hugo, e lui stesso, fanno – consapevolmente? – parte. Resta poco chiaro in che modo Sir Hugo possa modificare gli eventi col suo «sguardo di lucertola». Ma in questo, fare dello sguardo un’arma letale, McGrath è maestro – come dimostra anche Grottesco , sontuoso ibrido fra le atmosfere...

Il cavaliere svedese – Leo Perutz

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Traduzione di Elisabetta Dell’Anna Ciancia Adelphi 228 pagine Il mio secondo libro di Perutz, purtroppo non mi ha entusiasmata come il primo che ho letto. Questo romanzo, il cui contenuto è passato per veritiero tramite un espediente, è ambientato a inizio ‘700. A metà XVIII secolo una nobildonna scrive le sue memorie e parla anche del padre: il cavaliere svedese. In questo libro viene narrata la storia di questo cavaliere, come dal nulla ha acquistato fortuna e come la sorte lo ha trattato. Una storia particolare, con uno stile suo, diversa da Il maestro delgiudizio universale . Sembra quasi una fiaba: l’avventura, i raggiri, il diavolo, il rovesciamento della sorte. Un racconto piacevole ma che non mi è sembrato nulla di parfticolare.