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Visualizzazione dei post da Novembre, 2019

Lizzie – Shirley Jackson

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Traduzione di Laura Naulian Adelphi 316 pagine
Seduta alla sua scrivania lì all’ultimo piano, nell’angolo più occidentale, giorno dopo giorno Elizabeth rispondeva alle lettere che offrivano al museo raccolte di fiori pressati o vetusti bauli da marinaio riportati dal Catai. Non è dimostrato che il suo equilibrio personale venisse alterato dalla pendenza del pavimento, né si poté dimostrare che fosse stata lei a svellere il palazzo dalle fondamenta; è innegabile tuttavia che l’uno e l’altro cominciarono a smottare all’incirca nello stesso periodo.” pag. 13
Adoro iniziare un nuovo libro di uno scrittore che conosco e amo, ha qualcosa di rassicurante. Anche se posso avere le mie preferenze tra le opere, generalmente non ho brutte sorprese, sfoglio le prime pagine con la sicurezza di ritrovare un amico familiare.
Shirley Jackson è una di questi autori, perciò, qualche giorno fa, quando fissavo la mia libreria con aria indecisa alla ricerca della prossima lettura, mi sono decisa a puntare su q…

Ai confini dell’anima – I Greci e la follia – Giulio Guidorizzi

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Raffaello Cortina Editore Collana Scienza e Idee 220 pagine
Cosa vi viene in mente quando pensate alla follia? Qualcuno stretto in una camicia di forza, chiuso in una stanza imbottita? Una donna che grida strappandosi i capelli? Un uomo che vagheggia di essere Napoleone o la prossima fine del mondo? E cosa pensate di lui, o di lei? Ne avete pietà? Paura? Orrore? Non esiste certo un’unica risposta a queste domande, non solo per via di un credo e un’etica personali, ma perché l’idea e l’opinione che oggi abbiamo della follia (e di praticamente ogni altra cosa) è influenzata dalla nostra cultura e dall’epoca nella quale ci troviamo.
Facciamo quindi un salto indietro nel tempo con questo saggio di Giulio Guidorizzi, prima della “grande reclusione” che avvenne dopo il Rinascimento. Quando si pensò fosse buono e giusto segregare folli, pazzi, malati di mente, in edifici chiusi a chiave e sorvegliati per risolvere il problema.
Torniamo nell’antica Grecia, dove la follia aveva un posto nei rituali …

I falsi Demetrii – Prosper Mérimée

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Traduzione di Tommaso Landolfi Adelphi 302 pagine
Con la morte di Ivan il Terribile, nel 1584, inizia in Russia quella che è chiamata “l’epoca dei Torbidi”, fino all’ascesa al trono dei Romanov nel 1613. Ivan aveva due figli, Fedor e Demetrio, e fu il primo a succedergli. Tuttavia, in realtà era il reggente Boris Gudunov a tenere le redini del potere (riuscendo anche a dare in sposa la sorella al nuovo zar). Passano gli anni, con un Fedor devoto e un Boris Gudunov attento, finché nel 1591 perde la vita Demetrio, in quello che fu un incidente (o sospetto omicidio?). In questo modo, alla morte senza eredi di Fedor nel 1598, diviene zar Gudunov. Potrebbe essere finito tutto qui, ma ecco comparire in Polonia un Demetrio redivivo, un avventuriero con voglia di conquistare e dotato di una buona dose di fortuna. Riesce a trovare sostenitori, complice il fatto che molti volevano vedere cadere Boris, e alla morte di quest’ultimo (naturale, suicidio o omicidio?) Demetrio prende il posto che gli “spet…

The Tyger – William Blake

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Dopo aver visitato la mostra di Williamo Blake alla Tate Britain, non potevo non proporvi la sua poesia più famosa: La tigre.
Tyger! Tyger! Burning bright In the forests of the night: What immortal hand or eye Could frame thy fearful symmetry?
In what distant deeps or skies Burnt the fire of thine eyes? On what wings dare he aspire? What the hand dare seize the fire?
And what shoulder, and what art, Could twist the sinews of thy heart? And when thy heart began to beat, What dread hand? And what dread feet?
What the hammer? What the chain? In what furnace was thy brain? What the anvil? What dread grasp Dare its deadly terrors clasp?
When the stars threw down their spears, And water’d heaven with their tears: Did He smile His work to see? Did He who made the Lamb make thee?