Il Club dei suicidi – Robert Louis Stevenson



Questo mese è orami arrivato alla sua conclusione e nonostante le mie scarse letture sono riuscita ad infilare all’ultimo questa breve raccolta di Robert Louis Stevenson.

Di cosa parla


Ambientati in una Londra cupa e misteriosa, per la maggior parte almeno, i tre racconti presenti sono legati fra loro da due singolari personaggi: il principe Florizel di Boemia e il suo Grande Aiutante.
Questi due giovani uomini sono alla continua ricerca di avventure ed emozioni, più strane sono, meglio è. Furbi e coraggiosi, non se ne lasciano scappare una. 
Le tre storie riportate sono tutte legate in qualche modo a un terribile circolo, Il Club dei suicidi.

La storia del giovane con le paste alla crema


Un titolo curioso, senza dubbio. I baldi giovani di cui vi ho parlato prima incontrano un altro giovanotto che se ne va in giro offrendo paste alla crema. Una cosa tira l’altra e vengono così a sapere dello stato di disperazione in cui si trova. Da qui, il suo desiderio di iscriversi al Club dei suicidi. 
In questa segreta associazione gli iscritti vanno a cercare ciò che non sono in grado di prendersi da soli: la morte.
È davvero così semplice, un club di persone tristi e senza voglia di vivere e basta? Chi sta dietro a una così orribile idea?

Non c’era alcun decoro fra i membri del Club. C’era chi si gloriava di azioni infami, le conseguenze delle quali l’avevano indotto a cercare rifugio nella morte. Gli altri lo ascoltavano senza disapprovare. Regnava come una tacita intesa contro ogni giudizio etico e morale. Oltrepassare le porte del Club significava già godere di alcune delle immunità proprie della morte. Tutti brindavano ai reciproci ricordi e alla memoria di famosi suicidi del passato.

Storia del medico e del baule di Saratoga


In questa nuova vicenda direi che i veri protagonisti sono altri ma c’è sempre il solito filo conduttore. Non voglio dire troppo per non anticipare niente, essendo tutti questi racconti brevi. 
Siamo a Parigi, dove un giovane americano si sta, per così dire, affacciando al mondo. Qualcuno potrebbe approfittarsi della sua poca esperienza?

Poco fa ho notato che tenete in un angolo una di quelle mostruose costruzioni che i vostri connazionali si portano dietro in ogni Paese della terra… là in fondo… in due parole, un baule di Saratoga.

L’avventura degli Hanson Cab


Un tenente ritorna a Londra dopo un’eroica impresa in India, pronto per affrontare le sfide cittadine. Vi si trova da solo una notte, eppure, sembra che queste non si facciano attendere.

L’avvicendarsi dei visi sotto la luce delle lampade eccitò l’immaginazione del tenente. E gli sembrò che avrebbe potuto camminare per sempre nella stimolante atmosfera della città circondato dal mistero privato di quattro milioni di vite.

Sono tre racconti che si possono leggere separatamente ma che sicuramente rendono meglio se letti nel giusto ordine uno dietro l’altro. Brevi e misteriosi, si leggono velocemente.
Mi sono piaciuti perché narrano di avventure curiose e incalzanti, in una tetra atmosfera londinese.
L’ultimo è quello che ho apprezzato di meno, salvo la prima parte, semplicemente perché è quello che ho trovato meno interessante.

Stevenson è un autore che conosco davvero poco, con mia grande vergogna, forse per niente. Potrei aver letto anni e anni e anni fa Dr Jekyll e Mr Hyde, ma francamente, non me lo ricordo.
Questo è solo un primo, piccolo passo alla sua scoperta. Ho molti libri che vorrei acquistare e/o leggere, la mia wish list si allunga sempre più, titolo dopo titolo. Sono sempre a dire: questo lo voglio leggere. Perciò non so quando questo mio proposito di Stevenson prenderà piede.

Come vanno i vostri piani letterari? Li portate a termine o aggiungete solo titoli alle vostre liste come me?





Traduzione: Alberto B. Levorato
Editore: Fogli Volanti
Pagg. 164

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